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Dal 1 gennaio 2008 per effettuare un bonifico bancario dovrà essere indicato il codice IBAN Il codice iban di Komera Rwanda è: IT24S0760101400000064872237 |
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Anche quest'anno nel modello della dichiarazione dei redditi (CUD; 730; Unico) è prevista la casella per dedicare il 5‰ alle organizzazioni di volontariato. |
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Come sintetizzare in un testo l’esperienza a Gatare? Praticamente impossibile se considero la ricchezza di emozioni, incontri, pensieri e attività vissute e provate durante quelle cinque settimane.  il gruppo al completo Cercherò, consapevole di questo limite, di dare un’idea e raccontare le varie attività svolte durante quest’ultima missione a Gatare, ed aggiornarvi sui progressi fatti dai diversi progetti di Komera Rwanda. Innanzi tutto devo dire che sono stata infinitamente bene. Bene e in pace col mondo, con gli altri e con me stessa; credo che forse solo chi ha vissuto direttamente un’esperienza simile possa capire come cambi improvvisamente il nostro punto di vista, come cose che normalmente ci apparivano ovvie o scontate, non lo siano poi più così tanto, come ci si accorga tutto a un tratto di tutta una gamma di suoni e colori che prima, nella nostra “normale” quotidianità, sembravano non essere percepiti. |
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Quando si ritorna per la seconda volta in una casa amica, non sono più le stanze e ciò che le arreda a colpire l’attenzione, ma la mano silenziosa che se ne prende cura ogni giorno, che ha custodito con amore e pazienza il proprio posto sapendo che si sarebbe tornati ad occuparlo, e gli affetti profondi che travolgono in un caldo abbraccio e che ci dicono che in realtà quel posto non è mai rimasto vuoto… E allora non sono più solo i sorrisi dei bambini che abbagliano, ma si scorgono gli sguardi fieri e grati degli anziani, non c’è solo la solidarietà che si desidera portare, ma quella più profonda e commuovente che si riceve, non c’è solo una comunità di donne coraggiose e di grande amore che offre ospitalità, ma l’affetto di una madre e di tante sorelle da portare come tesoro prezioso nel proprio cuore. Si capisce perché, appena si riconoscono dall’aereo quelle strade di terra rossa, così accesa e mai dimenticata, si prova la stessa emozione di quando si scorge da lontano il tetto di casa e si ha solo voglia di scendere subito a calpestarla, quella terra, così feconda di incontri…. Tornare a Gatare diventa così una profonda esperienza di bene: è il bene che si continua a ricevere da ogni persona che si ritrova, è il bene che ci si consegna reciprocamente in uno scambio di povertà, è il bene che si sente di volere in modo viscerale a questo angolo di mondo così diverso eppure così familiare. Francesca |
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Si respira di nuovo aria di partenza: eccitazione, aspettative, curiosità, timore sono sentimenti che si alternano tra coloro che per la prima volta si accingono a partire per il Rwanda o che vi tornano per continuare il lavoro intrapreso precedentemente.  Il secondo gruppo parte per Gatare Questa volta sono ben 13 le persone che si alternano a coprire un periodo di cinque settimane, divise in due gruppi.
Anna e Cinzia, infermiere pediatriche; a loro il compito di discutere con gli infermieri locali su come migliorare la gestione ospedaliera; Graziana ed Emilia, laboratoriste alle quali spetterà il compito di avviare il laboratorio di analisi di Gatare, attualmente dotato di potenzialità discrete ma non sfruttate; Federica e Francesca che avranno il compito di organizzare il follow-up pediatrico e migliorare l’assistenza al neonato; Giorgio un esperto pediatra e radiologo che affiancherà le colleghe più giovani; Giovanna ed Elisa due giovani studentesse in scienze infermieristiche pediatriche; Enrico infettivologo, ormai un veterano di Gatare; Francesca, Giorgio e Ilaria in partenza per Gatare Franco, psicologo, esperto in problemi giovanili al quale nella precedente spedizione gli insegnanti hanno chiesto di trattare con loro le problematiche riguardanti l’educazione dei bambini e il disagio giovanile. Oltre a questo seguirà anche il progetto igiene.
Ultima ma non meno importante Suor Fiorella, consorella di suor Rosa, di suor Giampaola e di tutte le suore della missione, che per la prima volta si troverà a lavorare a fianco delle consorelle africane.
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