Anche quest'anno 2012 nel modello della dichiarazione dei redditi (CUD; 730; Unico) è prevista la casella per dedicare il 5‰ dell' IRPEF alle organizzazioni di volontariato riportando nella apposito spazio il codice fiscale della associazione che volete sostenere. Questo è il nostro: 95095740106
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 I magnifici "sette" prima della partenza da Malpensa E' partita il 14 maggio da Malpensa la 18° missione per Gatare. E' composta da 7 volontari: i due veterani capi-gruppo Giorgio Lucigrai (pediatra / radiologo) e Caterina Pescetto (ostetrica), accompagnati da Marco (medico), Noemi e Daniela (allieve della scuola per infermieri pediatrici), Martina (ostetrica) e Sara (infermiera). Si tratta esclusivamente di personale sanitario, ma i loro compiti riguarderanno anche altri aspetti oltre ai loro ruoli istituzionali.
Tra questi si occuperanno del gemellaggio avviato tra alcune scuole materne genovesi (San Francesco da Paola e San Marino) e la scuola materna Annibale Maria Di Francia di Gatare, verificheranno inoltre lo stato di avanzamento e la fattibilità di alcune opere incompiute tra cui l'acquedotto a valle di Gatare, lo stato della costruzione di una casetta nei pressi di Gatare destinata ad una famiglia indigente assistita dalla missione, aggiornamento informatico dei P.C. della missione (le suore non sono particolarmente esperte nel settore), valutazione di alcuni nuovi progetti da avviare presso la missione di Butare, con particolare riguardo alla sala polifunzionale i cui lavori quest'anno dovrebbero finalmente prendere il via. Tutto questo, naturalmente, senza trascurare l'assistenza al parto e l'ecografia ostetrica nel contesto del percorso materno-neonatale, il follow up pediatrico, l'aspetto nutrizionale dei bimbi della scuola materna, l'igiene ambientale e della persona con i suoi molteplici risvolti. Ce n'è veramente per tutti e i quindici giorni di permanenza saranno da sfruttare al massimo, senza risparmiarsi. Buon lavoro a tutti |
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 clicca sull'immagine per ingrandire Vi servono bomboniere per battesimi, prime comunioni o matrimoni?
L'artigianato rwandese può esservi di grande aiuto (e soprattutto sarete voi di aiuto alla missione!) Gli oggetti che vedete in fotografia sono un campionario di prodotti in parte realizzati nelle missioni di Gatare e di Butare, in parte provenienti da botteghe artigiane del posto. Si tratta di sacchetti di stoffa africana, cestini di varie misure, piccole cornici portaritratti in foglie di banano, cestini tipici rwandesi in "sisal" (fibra estratta dalle foglie di agave), piccoli bassorilievi in legno raffiguranti la Madonna, bamboline in stoffa, sacchetti contenenti riso carnaroli, abbinati ad una elegante confezione di confetti (vedere il sito del Riso Italiano Solidale), fischietti artigianali di canna di bambù, piccoli batik da allegare al classico sacchetto per confetti e numerose altre realizzazioni che di volta in volta si rendono disponibili. Se siete interessati a questi articoli contattateci per e.mail o telefono, concorderemo insieme la soluzione migliore suggerendovi anche qualche esempio di biglietto personalizzato.
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 Grazie alla sensibilità del direttore didattico e delle insegnanti, Komera Rwanda sta realizzando a partire da gennaio 2012 un percorso educativo con i bambini delle scuole materne di Largo San Francesco da Paola e di San Marino di Genova. Si tratta di un viaggio insieme, ricco di sorprese, dove i bambini (e non solo loro) scoprono quanto le somiglianze con i bambini del Rwanda avvicinino e quanto le differenze con loro divertano. Un incontro mensile, molto partecipato, in cui i bambini riescono sempre a meravigliarci per la freschezza e la profondità delle loro osservazioni. Ci divertiamo proprio tra una diapositiva e un filmato, manipolando tamburi e tamburelli, stoffe africane e batik, stuoie e cestini, campanelli e fischietti, scambiando disegni con le classi della scuola materna di Gatare. E chissà cos’altro ci verrà in mente! Valeria e Ivana Altre immagini sulla nostra pagina facebook
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Cari amici, come sapete uno dei progetti di Natale promosso della missione di Butare delle Figlie del Divino Zelo era quello di portare conforto ai prigionieri del carcere locale, che vivono in condizioni di grave precarietà sia dal punto di vista igienico (le carceri sono tutte sovraffollate e il tasso di mortalità tra i detenuti è molto elevato) sia dal punto di vista nutrizionale. La giustizia è molto lenta e molti innocenti restano in carcere per anni in attesa di giudizio. A pochi di loro è concesso un contatto con le famiglie, il permesso di uscire per lavorare (svolgere lavori per conto del governo) e lavarsi è assicurato solo dietro pagamento e indossando delle tipiche divise rosa che consentono di riconoscerli immediatamente in caso di fuga.
Clicca qui per leggere la lettera di ringraziamnto del direttore del carcere di Butare
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